| |  |  |  |  |  | 急須 Teiera giapponese | | | L'okonomiyaki sta a Osaka come la pizza sta a Napoli. E' il piatto che meglio rappresenta l'anima della città, vera e propria capitale gastronomica del Giappone: verace, diretta, ricca di gusto e sapori. A descriverne gli ingredienti: verza, pancetta, maionese, tonno secco, ecc, molti potrebbero storcere il naso, soprattutto gli snob che, pur senza conoscere la vera cucina giapponese pensano che per essa si possano solo utilizzare aggettivi come "minimalista", "raffinata", "destrutturata", ecc. Eppure l'okonomiyaki, che letteralmente significa "cosa arrostita che piace", piace effettivamente proprio a tutti, ed è il piatto che, quando lo preparo per amici e parenti, viene immancabilmente richiesto anche in seguito. "Oh, quand'è che ci fai quella cosa giapponese con le verze?" mi sento spesso chiedere. Già, perché "okonomiyaki può essere difficile da pronunciare, per cui tra gli amici, s'è ormai diffuso il nomignolo di "verzotto" per definirlo, che tuttosommato non è male e gli sta bene. A Osaka i ristoranti di okonomiyaki sono numerosissimi, si va dalle grandi catene come Fugetsu, fino ai piccoli ristorantini a gestione familiare, spesso con formula take away (mochikaeri). Vi ricordate il cartone animato Kiss Me Licia? Beh, il padre di di Licia aveva proprio un ristorante di okonomiyaki. Proponiamo qui la ricetta base. Proprio come la pizza, l'okonomiyaki ha una sua versione base in cui possono poi essere messe varie aggiunte per renderlo più ricco. Impareremo così a fare la "romana". Per fare la "margherita" (ika tama), basterà aggiungere una seppia o totano tagliati a cubetti. | |  |  |  |  | | |