| | Certo, per un ristorante giapponese chiamarsi "Japan", significa voler puntare in alto e creare aspettative. Non lo si può negare. Il ristorante si trova in pieno centro a Verona, non lontano da uno storico ristorante cinese, giusto se all'ultimo vi venisse il dubbio su quale paese asiatico puntare. L'ambiente si colloca decisamente nel settore modern-minimal, plasticoni bianchi, lucidi e lisci da capsule hotel o da modernismo anni '70. Minimalista soprattutto negli spazi molto ridotti. I tavoli sono pochissimi e credo che il locale punti soprattutto sul take away, sulle consegne a domicilio e sugli ampli plateatici estivi, soprattutto quello in Corte Sgarzerie, simpatica e raccolta piazzetta con piacevole atmosfera che potrebbe anche far dimenticare problemi in cucina. Il menu propone quasi esclusivamente sushi e sashimi, d'altro canto il locale si definisce "sushi bar". Non commento i nomi dati ai vari assortimenti di sushi e sashimi: San Francisco, Miami, Parigi, Barcellona e altri nomi assortiti di grandi metropoli. I mix più abbondanti, serviti sulle solite, tristissime, barchette in legno, si chiamano Nina, Pinta e Santa Maria.... L'assortimento comunque è vario. Non mancano ovviamente i soliti uramaki. Prendo un Barcellona composto di 4 maki California, 4 hosomaki salmone, 4 nigiri (tonno, salmone, branzino, ebi). Dal menu occhieggia anche dello Yaki Soba e naturalmente mi faccio tentare. Il mio commensale prende un sashimi misto Valencia. Da bere un Lugana Ottella. Il sushi arriva portato dalle cameriere abbastanza gentili e rapide. Una ha serie difficoltà con l'apertura del vino. Ci viene quasi da darle una mano ma desistiamo con un misto di tenerezza, crudeltà e divertimento. Il sushi, per gli standard italiani è mangiabile. Il pesce pare fresco. Il problema, ormai va da se', è il riso. Come nella quasi totalità dei ristoranti pseudo giapponesi in Italia è semplice riso bollito e pressato. Molto pressato. Niente aceto e zucchero quindi e di fatto uno gnocco compatto di riso con una fetta di pesce ben appiccicata sopra. Lo scipito Lugana, che con un risotto alla pescatora o uno scorfano all'acqua pazza farebbe gridare vendetta, con il pesce crudo non stona. Ma veniamo alle note dolenti: lo yaki soba. Praticamente immangiabile. Non solo non ha niente a che fare con uno yaki soba degno di questo nome, manca la salsa, l'aonori e il katzuo, ma all'interno sono messi alla rinfusa pezzi di pesce malamente saltati alla piastra. Individuo del tonno e del salmone che mi fanno pensare che ci abbiano messo dentro i ritagli scartati del pesce che usano per sushi e sashimi. Pesce grasso saltato che puzza terribilmente creando un insieme veramente sgradevole. Immangiabile. E infatti non lo mangio lasciandolo al mio commensale. Nel complesso il ristorante, per gli standard cui siamo abituati in Italia potrebbe anche non essere male. Ma siamo ancora lontanissimi dalla cucina giapponese. Nota positiva, in due spendiamo poco più di una ventina di euro a testa. Voto: 5 Japan via Fama 4 37100 Verona tel. 045 3194010 |