Eito – 絵伊都 – Firenze

Eito è uno dei ristoranti giapponesi storici di Firenze, nel centro cittadino.
Alla fine di una settimane di lavoro con un fotografo nipponico e il suo direttore creativo alla ricerca dei tipici paesaggi toscani per una campagna pubblicitaria, i due non ne potevano più di pecorino di Pienza, tagliate di chianina, fagioli all’uccelletta e salsicce, e mi hanno pregato di trovar loro un valido ristorante giapponese.
Chiesto consiglio a una collega giapponese il responso è stato Eito. “Mi raccomando però, premetti loro che non è proprio come il giapponese che si mangia in Giappone” è stata però la sua avvertenza. Conoscendo ormai bene i cittadini del sol levante, questa frase mi garantiva che potevo andare sul sicuro.
E infatti, con pur i dovuti distinguo che noi che siamo pignoli non manchiamo mai di fare, Eito non ha deluso.

Il locale si trova in centro a Firenze. Raggiungerlo in taxi nel mezzo della folla che intasava le strade durante la scorsa notte bianca di Firenze è stata un’impresa. Fortunatamente avevamo prenotato.
L’ambiente è elegante e privo di quei fronzoli e orpelli etnici che appesantiscono e “insquallidiscono” molti pseudo-ristoranti giapponesi. Un misto di moderno-minimale e tradizionale, con un prevalenza di nero lucido e lacca rossa che potrebbero benissimo passare per un ristorante occidentale dall’arredamento ricercato.

Il personale che ci accoglie è tutto giapponese, ossequiso e tutto inchini. D’altronde Firenze è piena di giapponesi giunti in italia in cerca di fortuna inseguendo il loro “sogno italiano” e che finiscono a lavorare in ristoranti, boutique di lusso, negozietti si souvenir e oggetti in pelle. Le due o tre cameriere sono coordinate da una signora che potrebbe essere la manager o la proprietaria. Copione già visto in qualsiasi ristorante giapponese occidentale, sebbene io conversi fittamente coi miei commensali in giapponese, il personale si rivolge a me rigorosamente in italiano. La cosa mi diverte sempre.

Ordiniamo:

-Tako no karage marinee (polpo fritto e marinato)
-Tempura to yasai no soba (soba con frittura di verdure)
-Tempura moriawase (tempura assortito)
-Teri-yaki don (ciotola di riso con sopra del teri-yaki)
-Eito teishoku (Il menu fisso di Eito) che comprende
-Dango con tofu (polpette di tofu)
-Asari misoshiru (miso shiru con brodo di vongole)
-Yasai no suimono (verdura in brodo leggero)
-Sushi e uramaki assortiti.

Da bere della birra Sapporo che, con nostro sommo disappunto, hanno solo in lattine e non alla spina.

Tutto è preparato con cura e correttezza. Qualche nota un po’ dolente sul solito avogado nell’uramaki, ma nel complesso anche il sushi non è male. Buono il soba.

In Giappone Eito sarebbe un ristorante come tanti, non particolarmente rinomato e che non si ricorda, ne’ nel bene ne’ nel male, dopo esserci stati. In Giappone forse farebbe uno strano contrasto la ricercatezza dell’ambiente con la semplicità e l’ordinarietà dei piatti che si servono, forse più adatti a un’isakaya che non a un ristorante di prestigio. Ma in Italia, proporre piatti di cucina giapponese orginali e fatti abbastanza a dovere è già di per se’ un lusso quindi in fondo direi che Eito è da provare, soprattutto per tutti i piatti che non siano sushi.

In tre spendiamo 140 euro, che non è poco ma, considerando che siamo in un ristorante del centro di Firenze, non è nemmeno eccessivo.

Via dei Neri, 72/R
50122 Firenze
www.eito.it

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